Gesù e la donna Cananea   

    

 

 

(dall’Evangelo di Matteo c. 15: 21-28)

 

21)Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e Sidone. 22)Ed ecco una donna cananea di quei luoghi venne fuori e si mise a gridare: “Abbi pietà di me, Signore,Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio”.

23)Ma Egli non le rispose parola. E i suoi discepoli si avvicinarono e lo pregavano dicendo: “Mandala via,perché ci grida dietro”.

24)Ma egli rispose:”Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa di' Israele”. 25)Ella però venne e gli si prostrò davanti, dicendo: “Signore,aiutami! “26)Gesù rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini “.   

27) Ma ella disse: “Dici bene, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.

28) Allora Gesù le disse: “Donna, grande è la tua fede ; ti sia fatto come vuoi “. E da quel momento sua figlia fu guarita.

 

L'episodio che abbiamo letto si colloca al seguito di alcuni momenti significativi del ministero di Gesù. Ricordiamone alcuni:

Gli ultimi sei versetti del capitolo 13 ci ricordano l'esperienza negativa vissuta da Gesù a Nazaret, dove Egli si  era recato per insegnare nella loro Sinagoga e mentre rimanevano stupiti per la sua sapienza e per le sue opere potenti, la Parola ci ricorda e sottolinea che ”si scandalizzavano di lui “(Matteo c. 13:54-57). Per cui proprio dove avrebbe voluto elargire la maggior Grazia   e la maggior Misericordia, dovrà sottolineare che '' un profeta non è disprezzato che nella sua patria e in casa sua”. E il versetto 58 afferma: “E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti “.

Il capitolo 14 sempre di Matteo con i suoi primi 12 versetti ci ricorda il terribile e disgustoso episodio della decapitazione di Giovanni Battista. Anche questo episodio non può che rattristare Gesù. L'evangelo ci racconta che “si ritirò di là in barca verso un luogo  deserto in disparte” (Matteo c. 14 :13). Egli ha bisogno di attingere da Dio forza attraverso la preghiera. L'evangelista   Marco ci  rende noto al c. 6:31, che Gesù chiamò i suoi  discepoli.... ma veduto una  gran folla che veniva verso di lui, ne ebbe compassione….  I sentimenti di Gesù verso la gente che lo cerca per seguirlo sono sentimenti di identificazione e di compassione. Egli sa che è tardi, sta per venir la sera e a quella folla accorsa da varie città perché hanno visto o sentito che Gesù guarisce, Egli può ridare vigore a chi l’ha perso e agli ammalati inguaribili, la speranza.  Ed è proprio in questa occasione che Egli interviene per sfamare cinquemila persone più donne e bambini. I ritiri solitari di Gesù sul monte si intensificano perché Egli sa che il tempo stringe. Gli eventi incalzano, ma la sua misericordia verso coloro che penavano di mezzi e di salute non viene meno.

Al versetto 22 del capitolo 14  di Matteo ci viene detto che Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, ma Egli dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare, fino a tarda notte....

Provate a pensare di cosa poteva parlare in preghiera col padre!....

Solo alla quarta vigilia, (circa le tre del mattino) raggiunse camminando sul mare i suoi discepoli impegnati con la barca perché fortemente ostacolati dal vento contrario. Ma quando videro Gesù camminare sull'acqua, si turbarono e dissero:

"é un fantasma"e dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: "Coraggio, sono io; non abbiate paura!"

(Matteo c. 14:26-27)

È sempre molto difficile affrontare le difficoltà che incontriamo sul nostro percosso, ma appena riusciamo ad individuare  Gesù, le cose possono cambiare... Così ha fatto Pietro: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull'acqua “.

Ed egli disse:“Vieni!“ E Pietro, sceso  dalla barca, camminò  sull'acqua... e andò verso Gesù (Matteo c. 14:28,29).

Oh ... il segreto per " camminare" sulle difficoltà, le prove, le tentazioni, gli ostacoli per esserne vincitori, è di andare verso Gesù... cioè seguire i suoi consigli, la sua volontà.   

Ma Pietro, tolto lo sguardo da Gesù, lo mise sul vento, cioè sulla difficoltà, ed ecco che ebbe paura e cominciò ad affondare,

e gridò: “Signore, salvami “ (Matteo c. 14:30).         

Su chi soffermiamo il nostro sguardo?

Tendenzialmente chi o che cosa attira di più la tua e la mia attenzione?

È il vento o è Gesù?

Questa mancanza di fiducia in Dio che Gesù nota anche nei suoi discepoli e non solo fra gli Scribi e i Farisei (cioè le guide spirituali), porta il Signore a definire Pietro: "uomo di poca fede" (Matteo c. 14:31).

Ma non scoraggiamoci; Gesù non permette che Pietro affondi nella sua difficoltà e nelle sue paure!

Più tardi, Egli provvederà a fornirgli un esempio ed una grande lezione di ciò che significa avere fede!

Cosi sarà per ogni donna e ogni uomo che vuole conoscere Gesù.

La parola di Dio afferma che:“Egli è colui che crea la fede e la rende perfetta (Ebrei:c. 12:2),

se lo vogliamo. Poiché “tutto quello che è scritto nella bibbia è per nostro insegnamento (2°Timoteo c. 3:16-17),

ne consegue che le lezioni che Gesù diede a Pietro e agli altri discepoli sono valide e formative anche oggi per noi.

Nel racconto di questo episodio rapportatoci dall'apostolo Giovanni, al c. 6:22-71, egli mette in risalto un'altro aspetto assai importante. Cercherò di sintetizzarlo.

Dopo il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci per cinquemila uomini e Gesù che cammina sul mare, l'evangelista mette in risalto una seria discussione tra Gesù e la folla, avvenuta il giorno dopo.

Ecco lo scenario: Una folla era tornata nel luogo dove erano stati sfamati, ma  accortosi che Gesù non era là montarono sulle barche e andarono a Capernaum in cerca di Lui.

Trovatolo, gli dissero: “Maestro, quando sei giunto qui?“ Gesù rispose loro: “In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni miracolosi, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati. Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo" (Giovanni c. 6:25-27).

In altri termini, Gesù, sta cercando di far loro capire che il vero problema dell'uomo non è di natura materiale, poiché in ogni modo questa nostra vita la perdiamo, ricchi o poveri, con tanta cultura o con poca cultura, con tanta salute o con poca salute. Il vero problema dell'uomo è che egli perde la sua vita!.... Gesù per questo ai versetti 33-36 gli rispose:

“Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo,e dà vita al mondo”.

Essi quindi gli dissero: “Signore, dacci sempre di codesto pane“. Gesù disse loro: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete. Ma io ve l'ho detto; voi mi avete visto, eppure non credete!” Certamente è un tema assai importante, poiché in esso è contenuto il valore del tempo o dell'eternità, di questa nostra vita che pur ci sfugge o della vita eterna di cui Gesù si fa sostenitore e garante. 

Più avanti al capitolo 11:25 Gesù dirà:“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà “. Dunque, il contesto in cui si colloca la breve ma importante storia della donna Cananea è questo: Egli è in patria e fra i suoi, quegli Ebrei ai quali erano state date tutte le leggi e la conoscenza delle cose di Dio, il suo popolo, ciò nonostante Gesù non trova in loro sufficiente maturità spirituale, sintonia, fede, tanto che dovrà definire un suo discepolo "uomo di poca fede".

Ed ecco che per stimolare e far capire in modo concreto cosa significa aver fede, Gesù và fuori dalla Galilea, si reca in un paese pagano nel territorio di Tiro e di Sidone. Qui Gesù incontra questa donna che gli grida: “Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio“. Devo fare una precisazione: Chiamare Gesù figlio di Davide, significava riconoscerlo Messia, poiché le profezie bibliche nel vecchio testamento lo definivano tale in quanto proveniente dalla progenie di Davide.

Gesù, non rispose. Il suo silenzio provoca la reazione dei discepoli, i quali chiedono di “mandarla via”, perché li  infastidiva.

Di fronte all'insistenza della donna Gesù rispose:

“Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele”.

Cioè, il suo ministero, la sua predicazione e gli interventi miracolosi, erano tutti a beneficio del suo popolo. Ma questa spiegazione non frena la richiesta della donna pagana.

Ella sa, ha riconosciuto, forse attraverso ciò che ha sentito dire di Gesù, che Egli è veramente il Messia.

Lo sente nel suo cuore, perciò non si dà per vinta, ma viene e gli si prostra davanti, dicendo: “Signore aiutami! “. Che grande esempio per tutti i discepoli! Ma c'è di più. Per sottolineare con maggiore chiarezza, facendo brillare come un diamante la sua fede, Gesù rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini “.

Attenzione, Gesù non vuole offendere questa donna ma, usa il linguaggio e la mentalità che il  popolo Ebreo usava nei confronti dei popoli pagani per dimostrare proprio al suo popolo che non serve etichettare nessuno perché ogni essere umano creato alla Sua immagine è responsabile davanti a Dio.

Gesù, aveva letto nel cuore di questa donna e ne fece uscire tutte le sue virtù. Notiamo la sua risposta pacata ed umile: Dici bene, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.

Allora Gesù non può che esaltare questo tipo di fede:“Donna, grande è la tua fede! “ .

Questa donna rappresenta quella categoria di persone che pur non avendo una cultura religiosa, quando conoscono l'amore e la misericordia che Gesù ha per l'umanità riescono a stabilire un rapporto stupendo di fede con Lui.

Questa storia lascia intravedere la totale grazia che Dio mette a disposizione dell' umanità.“Donna, grande è la tua fede“, perché essa ha saputo discernere la malattia di sua figlia: “Mia figlia è gravemente tormentata da un demone”.

“Donna, grande è la tua fede”, perché non ha scelto di chiedere, per ottenere un miracolo, a uno dei discepoli infastiditi dalla sua richiesta e che chiedono a Gesù di mandarla via.

“Donna, grande è la tua fede”, perché è stata capace di discernere chi ha veramente pietà, essa sa che solo Gesù è il vero Dio pietoso e misericordioso Egli ha pietà di noi....”Donna, grande è la tua fede", perché tu utilizzi il metodo migliore per chiedere, quello con cui non si sbaglia per ottenere qualcosa: Il metodo dell'umiltà.... Quanta fede e quanta umiltà c'è nel riconoscersi indegna, per questo accetta e si identifica con i cagnolini: “I cagnolini si nutrono anch’essi delle briciole che cadono dalla tavola dei padroni...”

“E’ per tutto questo che Gesù ripristina in primo luogo la sua dignità”; non sarà più considerata come un cane, ma come “donna” (cioè una sua  creatura) termine pieno di grande rispetto.

Secondo risultato: “Ti sia fatto come tu vuoi “. Questo significa che è già accettata da Gesù quale sua figlia (non più pagana, cioè lontana da Dio).

Terzo risultato:” Il miracolo “; da quel momento sua figlia fu guarita, ottenne liberazione e guarigione.

All'interno di questo racconto, vi sono tutti gli elementi con i quali, anche noi possiamo essere esauditi e crescere nella fede.

 

Se abbiamo dei problemi, portiamoli in preghiera alla conoscenza di Gesù, non stanchiamoci, ma facciamolo con l'umiltà che ha saputo adoperare questa donna e anche per noi basteranno quelle briciole della grazia divina che il Signore farà cadere dalla sua tavola per ottenere esaudimento e liberazione dal male.

                                         

 

                                                                                            Giovanni Focarazzo