Grazia E Pace

 

 

 

 Commento al  Salmo:120   

 

Sfogliando la parola di Dio, i miei occhi si soffermarono su questo salmo, il 120, esso è il primo di 15 salmi il cui titolo è: “Canto dei pellegrinaggi” identifica ogni salmo del gruppo appunto dal 120 al 134 come il canto che gli Israeliti intonavano quando salivano in gruppo a Gerusalemme per le festività annuali.

Si conoscono gli autori di solo cinque di essi. I Salmi 122, 124, 131 e 133 sono attribuiti a Davide, mentre il 127 a Salomone. Essi erano utili per creare una riflessione collettiva sulle varie tematiche e problematiche della propria vita, prenderne coscienza, per poi presentarsi  al cospetto di Dio e adorarlo. Tutto questo serviva per arricchire la propria vita spirituale, ritrovare nuovo vigore e nuove motivazioni per vivere meglio il quotidiano.

Leggiamo il Salmo 120.

 

1) “Nella mia angoscia ho invocato il Signore, ed Egli m’ ha risposto. 2) Signore, libera l’anima mia dalle labbra bugiarde, dalla lingua ingannatrice. 3) Che ti sarà dato e che ti sarà aggiunto, lingua ingannatrice? 4) Frecce appuntite di guerriero, con carboni di ginepro . 5) Misero me che soggiorno in Mesec e abito fra le tende di Chedar!  6) L’anima mia troppo a lungo ha dimorato con chi odia la pace ! Io sono per la pace: ma, quando parlo, essi sono per la guerra”.

          

Nel leggere attentamente questo primo salmo, mi sono reso conto che il popolo di Dio, gli Israeliti, pur essendo un popolo appartato per cose sacre, avendo cioè il privilegio e la responsabilità di portare la conoscenza dell’unico vero Dio a tutti gli altri popoli, non mancavano loro problemi e sofferenze che, sin dalla caduta di Adamo ed Eva nel giardino  di Eden, erano e continuavano ad essere quasi una costante nella vita degli uomini, di tutti gli uomini .

I primi due versetti di questo salmo ci rivelano tre cose: Lo stato di angoscia che opprime l’autore del Salmo e che, coinvolge chiunque si trovi a vivere un’esperienza simile.

Come ha pensato di affrontare il  suo problema.  La risposta da parte di Dio nel rivelargli a cosa sono dovuti i motivi della sua angoscia.   

Mi hanno  fatto molto riflettere le prime parole che cominciavano a cantare questi pellegrini….“Nella mia angoscia”….

La televisione, la stampa e i vari organi di informazione, purtroppo, oggi, troppo spesso ci presentano uno standard di vita irreale, forzata, densa di successi e di affermazioni sociali, speso però si tratta di menzogne!

Tutti sappiamo quale sia la verità. Non sono per natura un pessimista, ma non si può neanche ignorare la realtà.

La parola di Dio è molto realista e mette a nudo quali siano i veri problemi nelle relazioni umane.

Invidie, gelosie, spirito di contesa, menzogne, sono le radici velenose che tormentano e penalizzano la serenità e la pace nel singolo individuo, come nelle famiglie e nella società  (Giacomo c.3:13-16).

Le migliori amicizie, a volte si distruggono, e quanti matrimoni falliscono soltanto perché si lascia spazio nella propria vita a sentimenti come questi…Mi sono chiesto come mai il primo  tema di  riflessione doveva essere proprio l’angoscia in questi pellegrinaggi, prima di trovarsi alla presenza dell’Eterno….        

Ma, permettetemi una affermazione forse un po’ forte: C’è, esiste qualche uomo, qualche donna che non prova angoscia in qualche momento della sua vita? Non si tratta qui di presentare una facciata, o un’immagine di noi stessi troppo pessimistica.

Più tosto stiamo analizzando la realtà dilagante che viviamo, ma che è sempre esistita negli uomini dal momento che hanno peccato.

L’ansia, non risolta crea angoscia e il salmista ispirato da Dio sa che per poter affrontare gli altri problemi, abbiamo bisogno prima di tutto di toglierci questo peso che ci opprime.

Le bugie dette da noi verso altri o da altri pronunciate a nostro danno, fanno molto male; però mentre le prime creano un problema nella nostra coscienza, le seconde aprono anche una ferita. IL salmista è certo che Dio ascolta la sua richiesta e Lui risponderà alla sua invocazione.

Non è possibile avvicinarsi al nostro Dio per ottenere perdono e benedizioni, con la coscienza tormentata per aver fatto del male o soltanto indignati ed offesi per averlo subito.

C’è tutta una strategia che L’Eterno ha cercato di comunicare all’ uomo attraverso i suoi profeti, la sua Parola ed infine, per noi che viviamo dopo l’incarnazione, del Suo figliuolo Gesù Cristo, per farci capire, che Grazia, cioè salvezza e Pace sono un dono di Dio.

Guardate per un attimo Gesù sulla croce, deriso, schernito, ingiuriato, sfidato, percosso, sputato sul viso, con una corona di spine sulla testa, inchiodato su quel duro legno, insultato perfino da un ladrone, anch’egli crocifisso, ma per sua colpa, eppure ancora ama e intercede per quegli uomini, quando dice: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno !” 

Noi dobbiamo imparare da Lui il sentimento del perdono… Nel Padre Nostro ci viene  insegnato che quando ci rivolgiamo a Lui, la nostra posizione deve essere già in sintonia con l’autore di quell’ amore con cui noi siamo stati trattati dal Padre: “Rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori”.

Certamente,amica e amico, perché ciascuno di noi porta con sé le ferite del peccato! Spesso queste ferite sono ancora aperte e fanno male.

Ecco perché la prima cosa di cui il gruppo si doveva occupare, era l’angoscia……. ……

E’ quindi più opportuno che si presenti a Dio, il grande medico,  prima di tutto, ciò che ci tormenta!

Ciò per cui soffriamo, appunto la nostra angoscia…

Nel secondo salmo che cantavano  i pellegrini infatti, essi cercavano l’aiuto…”Io alzo gli occhi verso i monti…da dove mi verrà l’aiuto ?”.

Ed ecco la presa di coscienza: “Il mio aiuto viene dal Signore.”

Ora, una volta confessata la propria angoscia, acquista la certezza della protezione del Signore. Nel terzo canto, i pellegrini dichiarano:

”Mi sono rallegrato quando mi hanno detto: Andiamo alla casa del Signore”.

Ma torniamo ora al salmo 120.

Già in questi pochi versetti vi sono grandi lezioni per noi… Prima di tutto l’angoscia diventa sempre più pesante, quanto più noi temporeggiamo per cercare lumi nella risposta del Signore.

La seconda lezione che impariamo è che quando noi ci rivolgiamo al Signore e invochiamo il suo intervento, egli ci risponde: ci fa capire cioè qual è la causa che ha provocato la nostra l’angoscia.

Nel caso del salmista scopre che si trova in mezzo a una bufera perché accusato da labbra bugiarde e da lingue ingannatrici….         

Dal vocabolario apprendo che il mezzo con cui si compie l’atto dell’inganno è l’astuzia, l’espediente, l’insidia, il sotterfugio, il tranello, il trucco, la menzogna.

Ed ecco che la terza lezione che scaturisce per noi dal versetto 2 è: Chiedere al Signore di liberarci “Libera l’anima mia”.

Ricordiamoci  che tutto questo avveniva  lungo il pellegrinaggio che portava a Gerusalemme al tempio di Dio e i canti, (perché ogni salmo era un canto…dal 120 al 134) avevano il compito di preparare ad una riflessione il popolo, perché a Gerusalemme potesse ottenere la benedizione di cui ciascuno aveva bisogno.

Ecco perché il versetto 3 pone una domanda.. E’ una domanda che in qualche modo ha effetti di riflessione profonda e personale… (rileggiamolo): “Che ti sarà dato e che ti sarà aggiunto, lingua Ingannatrice?”

Il pellegrino, rivolge una domanda ai malvagi e così  facendo afferma che il Signore li distruggerà.       

L’apostolo Paolo rafforza questo concetto quando propone in Efesini C. 4: 26,27. (Adiratevi e non peccate, il sole non tramonti sopra la vostra ira e non fate posto al diavolo).

Tuttavia gli ultimi tre versetti il 5, 6 e 7 del Salmo 120 mettono a fuoco una realtà che spesso si ripresenta davanti al credente.

”Misero me che soggiorno in Mesec, e dimoro fra le tende di Kedar! L’anima mia troppo a lungo ha dimorato con colui che odia la pace!

Io sono per la pace; ma, non appena parlo, essi sono per la guerra”.

Il pellegrino si lamenta per aver dovuto “dimorare con chi odia la pace.

Che significa! Chi sono Mesec e Chedar? In Genesi al C. 10: 1,2 veniamo a conoscenza che Mesec è uno dei figli di Iafet a sua volta  figlio di Noè, cioè un suo nipote…leggiamo:

1) ”Questa è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet; a loro nacquero dei figli, dopo il diluvio.

2) I figli di Iafet furono: Gomer, Magog, Madai, Iavan, Tubal, Mesec e Tiras”.

La sua generazione divenne un popolo barbaro e si trovavano nell’estremo nord.

Ma sentiamo cosa ci riporta la parola di Dio nel libro di Ezechiele al C. 39: 1-7,12:

1) “Tu, figlio d’uomo, profetizza contro Gog, e dì:”Così parla Dio, il Signore: Eccomi da te, o Gog, principe sovrano di Mesec e di Tubal !

2) Io ti porterò via, ti spingerò avanti, ti farò salire dalle estremità del settentrione e ti condurrò sui monti d’ Israele; 3) butterò giù l’arco dalla tua mano sinistra e ti farò cadere le frecce dalla destra. 4) Tu cadrai sui monti d’Israele; tu con tutte le tue schiere e con i popoli che saranno con te; ti darò in pasto agli uccelli rapaci, agli uccelli d’ ogni specie, e alle bestie dei campi. 5) Tu cadrai in mezzo ai campi, poiché io ho parlato, dice Dio,il Signore. 6) Manderò il fuoco su Magog, e su quelli che abitano sicuri nelle isole; e conosceranno che io sono il Signore. 7) Farò conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo Israele, e non lascerò più profanare il mio nome santo; Le nazioni conosceranno che io sono il Signore, il santo d’ Israele. 12) La casa d’ Israele li sotterrerà, per purificare il paese; e ciò durerà sette mesi.

La discendenza di quest’uomo viene chiamata in giudizio da Dio per  mezzo del profeta”.    

Ezechiele, poiché il suo comportamento ha profanato il suo nome santo; e al versetto 12 come abbiamo letto, dice che saranno sotterrati per purificare il paese…

Mentre Ghedar lo troviamo nel libro della Genesi al C.25:12-13. leggiamo:

12) Or questi sono i discendenti d’ Ismaele, figlio d’Abraamo, che Agar, l’ Egiziana, serva di Sara, aveva partorito ad Abraamo. 13) Questi sono i nomi dei figli d’Ismaele, secondo le loro generazioni; Nebaiot, il primogenito d’ Ismaele; poi Chedar, adbeel, Mibsam, ecc. ecc.    

Dunque Chedar è il secondo figlio di Ismaele abitante in Arabia………    Sarà il profeta Isaia al C. 21:13-17 a formulare l’oracolo (cioè la profezia) contro quest’altra tribù che certamente non ha onorato l’Eterno il Dio di Abramo….Leggiamo:

13) “Oracolo contro l’ Arabia. Passerete la notte nelle foreste, in Arabia, o carovane dei Dedaniti !

14) Venite incontro all’ assetato con acqua, o abitanti del paese di Tema; portate pane  ai fuggiaschi. 

15) Poiché essi fuggono davanti alle spade, davanti alla spada sguainata, davanti all’ arco teso, davanti al furore della battaglia.

16) Poiché così mi ha parlato il Signore: “fra un anno, contato come quello di un operaio, tutta la gloria di Chedar sarà svanita;

17) ciò che resterà del numero dei valorosi arcieri di Chedar sarà poca cosa”; poichè il Signore, Dio d’ Israele, l’ha detto.      

Ora, tornando al nostro Salmo 120, il salmista vuole con questi due  nomi, la cui storia era ben conosciuta in Israele, indicare i nemici che lo circondavano, e turbavano la loro quiete...

E davanti a Dio nei suoi canti di pellegrinaggio praticamente dichiara che, diversamente da loro, lui è per la pace. Difatti il v. 7 ultimo versetto del Salmo dice: (Io sono per la pace; ma, quando parlo, essi sono per la guerra).

Per questo motivo il salmista ispirato è sicuro che Dio sosterrà la sua causa.

Amico ed amica, il tema della pace in questi canti dei pellegrinaggi è ampiamente marcato, ma voglio rileggere ancora per un istante  quei tre versetti del salmo 121 per capirne ancora di più l’importanza, e sottolineare, come può cambiare lo stato d’ animo del pellegrino dopo che aveva   confessato a Dio la sua angoscia: 1) ”Alzo gli occhi verso i monti…Da dove mi verrà l’ aiuto?  2) Il mio aiuto vien dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra. 3) Egli non permetterà che il tuo piede  vacilli;  colui che ti protegge non sonnecchierà”.

E’ questa una certezza a cui sono arrivati tutti coloro che hanno sperimentato la loro fede nel Signore Iddio. Amica ed amico che leggi queste parole, se senti il bisogno di sentirti amato e protetto, se la vita ti a travolto nel suo ritmo strappandoti quella serenità di cui ognuno ha bisogno, se ti senti svuotato di valori, se sei travolto da persone litigiose, come abbiamo letto l’esperienza del popolo Israelita, non disperare; rivolgiti al Signore, egli ti darà la forza per riconquistare la serenità e la pace.

E’ una promessa di Gesù: ”Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà, Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”. (Giovanni c. 14:27)

IL Salmista e milioni di credenti hanno ritrovato in ogni epoca, vigore e valori rivolgendosi a Gesù. Fai anche tu questa esperienza, rivolgiti anche tu a colui che si prende cura delle galassie, perché egli è colui che ha creato i cieli e la terra con tutto ciò che è in essi, e ha dato la vita anche a te…Ecco cosa esprime il Salmo C. 122: 6-8:

6) ”Pregate per la pace di Gerusalemme ! Quelli che ti amano  vivano tranquilli. 7) Ci sia pace all’ interno delle tue mura e tranquillità nei tuoi palazzi ! 8) Per amore dei miei fratelli e dei miei amici, io dirò: << La pace sia dentro di te !”>> Ecco la pace di cui tutti abbiamo bisogno! << la pace dentro di noi >>. Ora, per evitare di essere troppo lungo, nell’esame di questo tema così importante, e se ritieni valga la pena ampliare una riflessione ed una certa conoscenza sull’argomento, ti invito a collaborare nel modo seguente: Mi limiterò ad indicarti altri testi inerenti lo stesso  tema citandoti dove sono contenuti, sempre all’ interno della parola di Dio.

Se vuoi potrai fare una tua personale ricerca, oppure puoi scriverci:

( E-mail: ccei2003@yahoo.it ).  

Nel Salmo 123 ritorna il tema della mancanza di  pace e nei versetti 3 e 4  l’orgoglio e la superbia sono denunciati come caratteristiche che fanno perdere la  pace.

Il Salmo 125 si conclude con le parole:”Pace sia sopra Israele”.

Il Salmo 128: 6 si auspica... ... già, perché se non c’è pace c’è guerra e la guerra è portatore o portatrice di morte e non di continuità di vita…

Nel Salmo 131 (tutto), Davide esprime il suo stato d’animo “tranquillo” e conclude dicendo al popolo: “Spera nel Signore”; lasciando chiaramente capire che il segreto per ottenere la vera pace si trova in un rapporto proficuo e personale col proprio creatore.

Il 132: 9  è meraviglioso  (leggiamo) : ”I tuoi sacerdoti siano rivestiti di giustizia, e gioiscano i tuoi fedeli”.

I sacerdoti, cioè coloro che sono chiamati a guidare la comunità e spezzare il messaggio di  Dio, siano rivestiti di giustizia, ovvio, senza giustizia non può esserci pace e senza la pace i fedeli non possono gioire…

Il Salmo 133 contiene solo tre versetti, e ci parla delle benedizioni che si ottengono, e di quanto sia piacevole e buono vivere in comunione;

il tutto è poggiato sulla capacità di aver raggiunto la pace, e nel saperla gestire, altrimenti non è affatto piacevole e buono vivere insieme……

L’ultimo di questi quindici Salmi  si conclude con la benedizione che si può anche definire” lode all’Eterno” da parte di tutti i servi del Signore, i credenti, poiché anno gustato quanto è buono il Signore quando si applicano i suoi consigli.

In Isaia al capitolo 9:5 Gesù viene chiamato: ”Principe della pace”.

Al capitolo 32:18 viene detto: ”Il mio popolo abiterà in un soggiorno di pace”.

Al capitolo 48:18 ecco la condizione / promessa di Dio per il suo popolo:

“Se tu fossi stato attento ai miei comandamenti…

<< la tua pace sarebbe come un fiume, la tua giustizia, come le onde del mare>>”.

Nel  nuovo testamento: Matteo capitolo 5:9 Gesù dice: “Beati quelli che s’adoperano alla pace “.

Romani capitolo 5:1 dice: ”Abbiam pace  con Dio per mezzo di Gesù Cristo”. (San Paolo)

Romani capitolo 14:19 dice: ”Cerchiamo le cose che contribuiscono alla pace”.(San Paolo)

Romani capitolo 15:13 dice: ”Iddio vi riempia di ogni allegrezza e pace “. (San Paolo)

1°Corinzi capitolo 14:33 dice: ”Dio non è Dio di confusione ma di pace” . (San Paolo)

Galati capitolo 5:22 dice: ”Il frutto dello spirito è amore e pace”. (San Paolo)

Colossesi capitolo 3:15 dice: “E la pace di Cristo alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori e siate riconoscenti”. (San Paolo)

1°Tessalonicesi capitolo 5:23 dice: ”Or l’Iddio della pace vi santifichi”. (San Paolo)

Apocalisse capitolo 1:4 dice: ”Grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene” (San  Giovanni).

 

Il mio augurio per tutti è che Grazia e Pace siano con noi.

 

 

 

                                                                                                                                     Giovanni  Focarazzo